DEEP DISH: LA PIZZA DI CHICAGO CHE SI REINVENTA IN FORMATO MINI

Una specialità americana dalla storia curiosa, che può diventare lo spunto per ripensare formati, occasioni di consumo e nuove opportunità di vendita

UNA PIZZA FUORI DAGLI SCHEMI

Chicago, 1943. Al ristorante Pizzeria Uno nasce una pizza destinata a diventare uno dei simboli gastronomici della città. La sua particolarità? È molto diversa dalla pizza tradizionale: alta, con un bordo importante, una base ricca e uno strato generoso di formaggio, sormontato da salsa di pomodoro.

È la Deep Dish Pizza, una specialità che ricorda quasi una torta salata e che viene spesso consumata con coltello e forchetta. La sua origine viene generalmente associata a Ike Sewell e Ric Riccardo, fondatori di Pizzeria Uno.

Il suo successo dimostra che anche un prodotto profondamente radicato nella tradizione, come la pizza, può essere reinterpretato fino a diventare qualcosa di completamente diverso. Non una semplice variante, ma una specialità riconoscibile, capace di raccontare l’identità gastronomica di una città.


LA RICETTA versione STUFFED PIZZA

La Deep Dish normale NON prevede lo strato di pasta tra mozzarella e pomodoro.

INGREDIENTI PER L’IMPASTO:

  • 177 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 5 gr di lievito secco (circa ½ cucchiaino)
  • 12 gr di zucchero semolato
  • 450 gr di farina 00
  • 4-5 gr di sale
  • 69 gr di olio vegetale
  • 90 gr di margarina ammorbidita

INGREDIENTI PER LA SALSA:

  • 790 gr di pomodori pelati interi
  • 2 cucchiai di olio vegetale
  • ¾ ci cucchiaino di sale
  • ¼ di cucchiaino di pepe nero macinato
  • 1-2 spicchi di aglio e basilico fresco 

INGREDIENTI PER LA FARCITURA:

  • 680 gr di mozzarella per pizza
  • parmigiano grattugiato a piacere
  • prosciutto cotto, salsiccia cotta, peperoni, cipolle, funghi a scelta

 

PREPARAZIONE:

Iniziamo a preparare l’impasto unendo farina, sale, olio, margarina morbida, lievito e acqua con zucchero. Impastare bene in planetaria fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Mettere da parte e fate lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio del volume. Poi passare l’impasto in frigorifero e lasciare tutta la notte.

Prepariamo la salsa. In una casseruola cuocere a fuoco lento i pomodori pelati con un filo di olio e aglio. Dopo circa 10 minuti frullare la salsa per renderla omogenea ( si può utilizzare anche la salsa già pronta in barattolo). Continuare la cottura aggiungendo sale e pepe. Fate restringere bene la salsa che non deve essere troppo liquida ma bella corposa. Alla fine aggiungete il basilico fresco. Non dovete cuocere per molto tempo. Lasciate raffreddare completamente.

Togliere l’impasto dal frigorifero e lasciatelo riposare a temperatura ambiente. Tagliate un terzo dell’impasto e tenete da parte.

Teglia alta diametro 24 cm con cerniera (la classica teglia da torta), imburrate lo stampo con burro o margarina. Stendete il restante impasto in una sfoglia non troppo sottile.

 

FARCITURA:

Per primo va messo l’ingrediente che di solito mettiamo in cima alla pizza. Procediamo quindi ad inserire la farcitura scelta (salsiccia già cotta, prosciutto cotto e funghi, verdure grigliate); secondo strato la mozzarella distribuita in modo uniforme.

Riprendiamo l’impasto messo da parte. Stendiamolo molto sottile e mettiamolo sul formaggio. Premere bene i bordi in modo da sigillare i due impasti. Con un coltello incidete dei tagli in cima, in questo modo l’impasto non si gonfierà in fase di cottura.

Preriscalda il forno a 220°. Distribuisci la salsa fino al bordo dell’impasto e infornate. Cuocere per 35-40 minuti fino a doratura.

Appena sfornata cospargete di parmigiano. Lasciate raffreddare prima di togliere dallo stampo.


LO SPUNTO PER IL TUO BUSINESS: E SE CAMBIASSIMO FORMATO?

La Deep Dish è una pizza ricca e sostanziosa, molto diversa da quella a cui siamo abituati in Italia. E se, invece di proporla soltanto nella versione tradizionale, provassimo a ripensarla in formato mini?

Una porzione individuale potrebbe aprire nuove occasioni di consumo: un buffet aziendale, un pranzo veloce al bar, una proposta di gastronomia o un’offerta takeaway. La ricetta rimane riconoscibile, ma cambiano il formato, il contesto di vendita e i potenziali clienti.

Naturalmente, l’idea va verificata sul campo, valutando costi, tempi di preparazione e risposta del pubblico. Un prodotto già conosciuto può offrire nuove opportunità quando viene ripensato per esigenze diverse.

La domanda per chi fa impresa: c’è un prodotto che proponi già nel tuo locale che, con un formato diverso o una nuova modalità di servizio, potrebbe raggiungere altri clienti o trovare spazio in nuove occasioni di consumo?

A volte, per trovare nuove opportunità, non serve inventare un prodotto da zero. Basta guardare in modo diverso ciò che già sappiamo fare.


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