Matcha latte: la bevanda verde che ha conquistato il mondo

C’è stato un tempo in cui il matcha era conosciuto soprattutto dagli appassionati della cultura giapponese. Oggi, invece, quella polvere verde brillante è diventata protagonista di caffetterie, menu e social network, diventando una delle bevande più iconiche del 2026. Il suo colore inconfondibile, il gusto particolare e la possibilità di prepararlo in tanti modi diversi hanno contribuito a trasformarlo in una delle bevande più riconoscibili della cultura beverage contemporanea.

Tra tutte le sue versioni, ce n’è una che ha conquistato soprattutto le pause quotidiane: il matcha latte.


Cos’è il matcha?

Il matcha è un tè verde finemente macinato, ottenuto dalle foglie della pianta del tè (Camellia sinensis).

La sua particolarità sta nel metodo di coltivazione e lavorazione. Le piante destinate alla produzione del matcha vengono generalmente coltivate all’ombra nelle settimane che precedono la raccolta. Le foglie vengono poi raccolte, lavorate e trasformate in una polvere molto fine.

LO SAPEVI CHE…
A differenza del classico tè in infusione, il matcha viene prodotto utilizzando foglie di tè verde accuratamente lavorate e ridotte in una polvere finissima. La particolarità è che, quando lo si prepara, non si beve semplicemente l’infuso delle foglie: si consuma direttamente la polvere di tè.


Una storia che arriva da lontano

La storia del matcha affonda le sue radici nella tradizione del tè in polvere sviluppatasi in Cina molti secoli fa. Durante la dinastia Tang, tra il VII e il X secolo, il tè iniziò a essere lavorato, pressato e successivamente ridotto in polvere per facilitarne la conservazione e il trasporto. Per prepararlo, la polvere veniva mescolata con acqua calda, una modalità di consumo molto diversa dall’infusione a cui siamo abituati oggi. Tra il XII e il XIII secolo, alcuni monaci buddisti giapponesi entrarono in contatto con questa tradizione durante i loro viaggi in Cina. Tra loro c’era Eisai, monaco zen che contribuì a diffondere in Giappone sia la coltivazione del tè sia l’abitudine di consumarlo sotto forma di polvere. Il tè veniva apprezzato anche per la sua capacità di favorire la concentrazione durante le lunghe ore di meditazione.

In Giappone, il consumo del tè in polvere si sviluppò progressivamente fino a diventare parte di una vera e propria cultura. La preparazione non era più soltanto un gesto quotidiano, ma un momento caratterizzato da attenzione, disciplina e armonia. Nacque così la cerimonia del tè, conosciuta come chanoyu, sadō o chadō, espressione che può essere tradotta come “via del tè”. 

Uno degli elementi più affascinanti di questa tradizione è proprio il modo in cui il matcha viene preparato: la polvere viene versata in una ciotola, viene aggiunta acqua calda e il tutto viene lavorato con un particolare frullino di bambù.


Perché il matcha è così verde?

Il colore verde intenso del matcha dipende soprattutto dal modo in cui vengono coltivate e lavorate le foglie di tè. Nelle settimane che precedono la raccolta, le piante destinate alla produzione del matcha vengono generalmente coperte con apposite reti, così da ridurre la quantità di luce solare diretta. Questa fase, chiamata ombreggiatura, stimola la pianta a mantenere una maggiore concentrazione di clorofilla, il pigmento naturale responsabile del colore verde delle foglie. Dopo la raccolta, le foglie vengono sottoposte a una lavorazione che ne preserva il colore e gli aromi. Vengono trattate rapidamente con il vapore per limitare l’ossidazione, poi asciugate e private di gambi e nervature. La parte più tenera della foglia viene infine macinata molto lentamente fino a ottenere una polvere finissima.


Una curiosità: il tradizionale frullino in bambù CHASEN

Per preparare il matcha secondo la tradizione giapponese si utilizza il chasen, un particolare frullino realizzato in bambù. Presenta numerosi sottili filamenti, chiamati setole, che permettono di mescolare la polvere di matcha nell’acqua in modo uniforme. Il suo scopo è aiutare a sciogliere la polvere, evitando la formazione di grumi e creando una leggera schiuma sulla superficie.


Cosa serve per preparare un buon matcha?

Preparare un buon matcha non richiede molti ingredienti, ma alcuni dettagli possono fare la differenza.

1. Un matcha di buona qualità

La prima scelta riguarda naturalmente la polvere. Per ottenere un buon risultato è importante scegliere un matcha fresco, finemente macinato e adatto all’uso che se ne vuole fare. Il colore dovrebbe essere verde vivo e brillante, non spento o tendente al giallastro, mentre la consistenza dovrebbe ricordare una polvere molto fine e omogenea. Anche il profumo può offrire qualche indicazione: un buon matcha presenta note vegetali, fresche e leggermente dolci.

2. Acqua calda, ma non bollente

L’acqua è un elemento fondamentale. Per preparare il matcha è preferibile utilizzare acqua calda ma non portata a ebollizione. Una temperatura eccessivamente elevata può infatti influire negativamente sull’equilibrio aromatico della bevanda.

3. Il chasen

Il frullino in bambù è lo strumento tradizionale per lavorare il matcha. Il movimento rapido del chasen permette di incorporare la polvere nell’acqua e ottenere una consistenza uniforme, evitando la formazione di grumi.

Il segreto? L’equilibrio

Un buon matcha latte non dovrebbe essere semplicemente molto dolce.  L’obiettivo è trovare un equilibrio tra il carattere vegetale del matcha, la cremosità del latte e la dolcezza, lasciando che il tè rimanga riconoscibile.


La ricetta del matcha latteMATCHA LATTE

Ora che conosciamo meglio la sua storia, è arrivato il momento di prepararlo.

Ingredienti
1-2 cucchiaini di polvere di matcha;
60 ml di acqua calda, ma non bollente;
200 ml di latte;
dolcificante a piacere, facoltativo.

Il procedimento
1. Setacciare il matcha
Versare la polvere in una tazza o in una ciotola e, se possibile, setacciarla. Questo semplice passaggio aiuta a evitare la formazione di grumi.
2. Aggiungere l’acqua
Versare lentamente l’acqua calda sul matcha.
La temperatura è importante: l’acqua non dovrebbe essere bollente, per evitare di alterare eccessivamente il gusto della bevanda.
3. Mescolare energicamente
Utilizzando un chasen o un piccolo frullino, mescolare il matcha fino a ottenere un composto uniforme e leggermente schiumoso.
4. Preparare il latte
Scaldare e montare il latte fino a ottenere una consistenza morbida e cremosa.
Per una versione fredda, invece, è possibile utilizzare latte freddo e aggiungere alcuni cubetti di ghiaccio.
5. Unire gli ingredienti
Versare il matcha nella tazza e aggiungere lentamente il latte.
Ed ecco pronto il matcha latte.


Matcha Mediterranean Frizz: un sorso tra Oriente e Mediterraneo

Per portare il matcha fuori dai soliti schemi, Ristofast propone una versione fresca e originale del classico matcha latte: il Matcha Mediterranean Frizz.

Abbiamo scelto di abbinare il carattere vegetale e deciso del matcha alla freschezza degli agrumi e alla vivacità della soda.
Il risultato? Un drink analcolico verde brillante, fresco e profumato, dove l’acidità del limone incontra la parte vegetale e umami del matcha, mentre il miele ammorbidisce l’amarezza e il basilico aggiunge un tocco mediterraneo. Una bevanda leggera, dissetante e dal forte impatto visivo, pensata per trasformare un ingrediente di tendenza in una proposta beverage diversa dal solito.

Ingredienti
1,5 g di matcha
30 ml di acqua fresca
20 ml di succo di limone fresco
15 ml di miele
4-5 foglie di basilico
60-80 ml di soda
ghiaccio
scorza di limone

Procedimento
Setaccia il matcha in una piccola ciotola e aggiungi circa 30 ml di acqua fresca. Lavoralo con un chasen fino a ottenere un liquido omogeneo e leggermente schiumoso. Versa il matcha in uno shaker insieme al succo di limone, al miele e alle foglie di basilico. Aggiungi ghiaccio e shakera brevemente. Filtra il contenuto in un bicchiere alto colmo di ghiaccio e completa con la soda. Per finire, guarnisci la superficie del drink con la scorza di limone.


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